Attive: sospensioni e (soprattutto) finanze

La passione non fa rima con rigore. E dunque per Citroën e tanti suoi estimatori volge al termine un capitolo importantissimo. Linda Jackson, amministratore delegato della casa del “double chevron” ha riferito che prossimamente terminerà la produzione di vetture dotate di sospensioni idropneumatiche. Esclusiva del costruttore francese, queste particolarissime sospensioni furono progettate “in house” nella prima metà degli anni’50; dopo l’apparizione al retrotreno della storica Traction Avant 15 Six nel 1954 debuttarono in versione completa sulla celeberrima DS nel 1955 al Salone di Parigi. La straordinaria (sotto molti punti di vista) vettura presentava sfere riempite a olio e azoto che, tenute in pressione, consentivano la regolazione dell’assetto, del livellamento e una risposta alle sollecitazioni oltremodo confortevole, senza ricorrere a molle e ammortizzatori; lo stesso impianto permetteva il funzionamento dell’idroguida e dell’impianto frenante. Un vero capolavoro d’ingegneria. Fino ai giorni nostri, Citroën ha fatto evolvere il sistema, integrandolo con l’elettronica negli anni ’90 e destinandolo esclusivamente all’alto di gamma a causa dell’elevato costo. E qui arriviamo al dunque. Che già da alcuni anni altri sistemi di controllo elettronico attivo delle sospensioni sono disponibili, ugualmente efficaci e, ça va sans dire, meno dispendiosi. Perchè sviluppati da aziende specializzate e venduti a più costruttori. E’ il mercato, bellezza. Ed anche l’input dell’amministratore delegato dell’intero gruppo PSA, Carlos Tavares, impegnato nel (far) mettere in atto il piano di ristrutturazione aziendale che prevede un deciso taglio dei costi. Dunque l’ultima Citroën a montare le “classiche” idropneumatiche sarà l’attuale C5 , poi anche questo caposaldo dell’ingegneria automobilistica passerà in soffitta.

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