Il governo francese dà l’altolà a benzina e gasolio

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Tanto tuonò che piovve: il governo francese proibirà la vendita di autoveicoli alimentati a benzina e gasolio entro il 2040.

Dopo i fulmini e le saette del sindaco di Parigi, a rilasciare l’impegnativa dichiarazione il neo-ministro dell’ambiente Nicolas Hulot, nel corso della presentazione del piano sul clima nella capitale francese. “Obiettivi difficili da raggiungere per la Francia, ma vogliamo diventare in numeri uno in tema di green economy“.

Obiettivi forse impossibili, se aggiungiamo che il governo francese ha dichiarato anche la fine delle operazioni di estrazione di gas e petrolio e la chiusura degli impianti di produzione di elettricità a carbone sul suolo patrio. Se ciò non bastasse, promessa entro un decennio anche la riduzione della dipendenza dall’energia nucleare. Très difficile.

Per agevolare la delicata fase di transizione a quattro ruote, le autorità d’oltralpe preparano una serie di incentivi fiscali per chi deciderà di cambiare la propria auto a ciclo Otto o Diesel del secolo scorso. Problemino mica facile: i francesi restano assai tradizionalisti tant’è che le immatricolazioni vedono le auto con propulsione “tradizionale” essere in cima alle vendite col 95,3% contro il 3,5% delle ibride e appena l’1,2% delle elettriche. Nonostante questi numeri parlino chiaro, la politica francese pare avere idee chiare per il lungo termine; ma tale scelta creerà ineluttabilmente svariati mal di testa alla dirigenza delle Case automobilistiche. E quasi certamente anche molte seccature agli automobilisti.

E i costruttori francesi come hanno reagito? Mentre si attende una dichiarazione di Renault, PSA ha affermato, lapalissiana, che “il passaggio ad un’altra fonte di alimentazione non è indolore…  anche se PSA offrirà sull’80% dei modelli l’opzione elettrificazione entro il 2023, come global company dobbiamo prendere atto che la maggior parte dei paesi nel mondo ancora utilizza motori a combustibili fossili. E per l’elettrico puro bisognerà aspettare ancora.”

Parole che, invero, non sorprendono più di tanto. Anche perché le auto elettriche stentano a decollare in gran parte dei maggiori mercati mondiali. Ovvio, se prezzi di listino e autonomia dei veicoli non sono proprio invitanti. E ad assecondare il pensiero del gruppo PSA (e di molti altri players) le stime di Bloomberg New Energy Finance: ci vorranno almeno 20 anni perché il prezzo di acquisto degli EV diventi davvero competitivo. Ma il 2030 sarà ormai alle porte.

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