La distribuzione dell’automobile

La distribuzione è l’insieme degli organi meccanici predisposti al controllo dei gas che entrano ed escono nei cilindri. Esso lavora dunque accoppiato al sistema di alimentazione che lo comanda, in funzione delle richieste del guidatore. Sui motori endotermici a quattro tempi moderni, quali organi della distribuzione abbiamo le valvole (di aspirazione e scarico), l’albero a camme o degli eccentrici, eventuali bilancieri, le punterie, i comandi di rinvio dall’albero motore.

Le valvole hanno la forma di un fungo ed hanno un movimento alternato o nel caso di sistemi con più di due valvole per cilindro, possono assumere un movimento parallelo tra loro; quelle  di aspirazione permettono la regolazione della miscela aria/carburante nei motori a iniezione indiretta, della sola aria in quelli ad iniezione diretta. Invece le valvole di scarico, come dice il nome, sono deputate alla regolazione del flusso dei gas in uscita dalla camera di combustione. Da notare che le valvole (e relative sedi) necessitano di essere specifiche in caso di alimentazione a gas per il ridotto potere lubrificante di quest’ultimo. Nella maggioranza dei casi abbiamo due valvole per cilindro, una d’aspirazione e una di scarico, ma negli ultimi vent’anni si sono molto diffuse soluzioni motoristiche che prevedono le 4 valvole per cilindro (2+2); non sono mancate altresì soluzioni a 3 valvole per cilindro (2 aspirazione e 1 scarico) o addirittura a 5 (3+2).

L’albero a camme o albero degli eccentrici è il componente che regola la fasatura di distribuzione, ovvero regola l’apertura delle varie valvole grazie alla sincronizzazione con l’albero motore. La fasatura è solitamente fissa, mentre può essere variabile sulle applicazioni motoristiche più performanti. I bilancieri invece sono presenti quando il funzionamento di quattro valvole in testa al cilindro è demandato ad un singolo albero a camme.

La punteria è invece il componente che s’interpone tra la valvola e il sistema che la comanda (camma o bilanciere); a seconda della punteria si può determinare una differente alzata della valvola e il modo in cui si distribuisce la forza sulla stessa, oltre a permettere il controllo del gioco tra valvola  e comando; solitamente è a registrazione meccanica, eventualmente può essere di tipo idraulico permettendo così l’autoregolazione.

Per trasmettere il moto dall’albero motore agli organi di distribuzione in testa al motore esistono vari metodi: i più utilizzati sui propulsori moderni sono tre.

Il primo è la catena; sebbene sia la soluzione più datata e mediamente più rumorosa, se ben progettata e realizzata e grazie agli opportuni tendicatena,  offre resistenza praticamente illimitata al tempo e all’usura.

Il secondo è una soluzione mista ingranaggi-catena: su alcuni propulsori multivalvole si ha il collegamento diretto con l’albero motore tramite catena (talvolta anche cinghia) per uno degli alberi a camme, mentre il secondo albero viene mosso dal primo tramite un sistema ad ingranaggi. In questo modo vengono evitati i problemi di tensionatura della catena.

Il terzo metodo è il più comune, ovvero quello della cinghia dentata. Costruita con un mix di gomma e filamenti metallici o materiali compositi, è molto silenziosa; sebbene negli ultimi anno abbia visto un notevole allungamento degli intervalli di manutenzione, non garantisce una durata comparabile alla catena, necessitando dunque della imperativa sostituzione in base alle indicazioni del Costruttore dell’auto: in caso di rottura, infatti, i danni per il motore possono essere notevolissimi.

In ogni caso, la regola d’oro è quella dell’osservanza scrupolosa della manutenzione indicata: un pensiero prima per zero pensieri dopo.

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